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giovedì 28 giugno 2012

TIM Cloud di Telecom Italia



L’applicazione di Tim offre un gigabyte di spazio on line per caricare i propri contenuti multimediali e condividerli con gli amici tramite smartphone, pc e smart tv


Prezzo 1 GB, 1 euro per i successivi 10 GB
ProduttoreTim
Genere: Personal cloud

Tim Cloud è un’applicazione che nasce come uno strumento di personal cloud, alla Dropbox. L’operatore telefonico offre ai propri clienti un gigabyte di spazio on line su cui archiviare foto, musica e video. L’upgrade costa un euro in cambio di 10 gigabyte al mese, ma nei prossimi mesi sarà possibile aggiungere 500 MB invitando un amico e gli inviti saranno ripetibili. 

A differenza di Dropbox, Tim Cloud consente di condividere i propri contenuti multimediali (in autunno anche documenti veri e propri) con gli amici che utilizzano l’applicazione (esclusivamente clienti Tim con più di 18 anni) attraverso un livello di social network che replica le funzioni di Facebook con qualche cosa in più. Oltre a chiedere l’amicizia, cambiare il proprio status e fare like sui contenuti degli amici è infatti possibile regalare i propri contenuti ad altri ed esprimere un giudizio negativo (pollice verso) sui contenuti altrui. 

Dunque, personal cloud o social network. Entrambi. O né uno né l’altro. Nell’app di Tim c’è un po’ di tutto e non è chiaro quale sia la finalità principale del software, benché l’azienda indichi il cloud. In effetti il meglio di sé l’app lo offre grazie alla possibilità di caricare contenuti sia da mobile che da pc Windows e poterli poi riprodurre su smartphone o Samsung Smart Tv. Con tutti i problemi relativa alla condivisione di contenuti protetti da copyright. Tim ci ha spiegato che non è possibile regalare agli amici contenuti protetti da DRM. Non pare però esserci modo per Tim di impedire il caricamento di musica e film piratati, benché questi possano essere rimossi dietro segnalazione degli utenti. 

A lasciar pensare che si tratti di un progetto di social network è la suddivisione della home page in tre sezioni: my cloud, what’s new e friends (era necessario l’inglese per un’app dedicata al pubblico italiano?). Inoltre è possibile collegare i propri account Facebook e Twitter, ma i contenuti pubblicati tramite Tim Cloud restano sull’app e non vengono caricati sui social network, ma presentati come un link. 

L’archiviazione dei contenuti sul cloud è possibile sia via 3G che Wireless e benché sia prevista un’opzione per limitare l’upload al secondo caso, questa non è attualmente presente. Quando si carica un contenuto da mobile non è possibile cambiargli il nome. L’app però offre uno strumento di ricerca all’interno dei contenuti. 

Nei prossimi mesi Tim progetta di rilasciare nuove versione che offriranno la possibilità di dividere gli amici in cerchie, eseguire un backup della rubrica telefonica e impostare il caricamento automatico di foto e video registrati.
Wired
Poter salvare e condividere i propri contenuti senza dover passare da Facebook: mica male!
Tired
Purtroppo per condividere un contenuto con un amico questi deve essere cliente Tim e avere l’app installata. 


giovedì 21 giugno 2012

Il presidente Foxconn: «iPhone 5 farà impallidire il Galaxy S III»



Secondo un sito cinese Terry Gour presidente di Foxconn preannuncia l'iPhone 5: «Farà impallidire il Galaxy S III». In passato dichiarazioni riferite dal capo del più importante partner Apple nel settore della produzione sono state smentite a stretto giro di posta. Sarà così anche questa volta?

L’iPhone 5 farà impallidire il Galaxy S III. Questo quello che Terry Gou, amministratore delegato di Foxconn avrebbe riferito al China Times a margine dell’incontro con gli investitori della sua azienda. «Il Galaxy – dice il sito riferendo le parole dell’imprenditore taiwanese – sarà ridicolizzato da iPhone 5. Con le nostre potenzialità in fatto di assemblaggio e le tecnologie di Sharp batteremo Samsung».
Le spavalde dichiarazioni di Gou suonano come stupefacenti sotto diversi profili. Sembra infatti davvero molto strano che il capo del più importante partner commerciale di Apple parli apertamente di un prodotto che non esiste e che nessuno ha mai neppure nominato. Ancora più strano è il fatto che si citi anche Sharp come parte di questa strategia volta a “distruggere” Samsung, visto che a questo punto si avrebbe anche la certezza che il fornitore della componente chiave del nuovo telefono Apple, lo schermo, è proprio l’azienda giapponese.
Non sarebbe strano leggere a breve una smentita di quanto riportato dal China Times. In passato è già accaduto altre volte che fossero attribuite a Gou dichiarazioni su piani futuri di Apple e che a stretto giro di posta il fondatore e presidente di Foxconn negasse di averle mai fatte.
Non dovrebbero invece essere smentiti gli accenti risentiti con cui Gou parla di Samsung. L’ostilità tra le due aziende risale ad anni fa quando l’Unione Europea mise sotto accusa alcune imprese asiatiche per avere fatto un cartello sui pannelli LCD. Samsung che era anch’essa nel mirino si tirò fuori dalla vicenda scaricando tutte le colpe sui Taiwanesi e accettando di essere una sorte di testimone dell’accusa. «Preferisco di gran lunga i giapponesi ai coreani – avrebbe detto Gou al China Times -; li rispetto per quel che fanno e per il loro stile. A differenza dei coreani non ti pugnalano alle spalle. L'obbiettivo della mia vita è distruggere Samsung»
terry gou