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giovedì 1 novembre 2012

Quick Camera, cogli l'attimo col tuo iPhone

Quick Camera - Melon Lab



La praticità e la qualità della fotocamera integrata dell’iPhone è fuori discussione, ma questo non significa che sia sempre pronta a cogliere l’attimo. Quick Camera, invece, ti permette di scattare raffiche di centinaia di foto al minuto.
Grazie agli smartphone di ultima generazione, adesso portiamo sempre con noi delle belle fotocamere digitali subito pronte all’uso. Nella vita di tutti i giorni capita, però, di assistere a scene tanto divertenti quanto fugaci e di non aver il tempo necessario per metterle in funzione e immortalare un momento particolarmente significativo. Sono istanti che, se non cogli l’attimo, sono persi per sempre. Quick Camera serve proprio a questo: scatti a raffica e... carpe diem.
Quick Camera, in pratica, aggiunge quantità alla qualità e offre una funzione - più unica che rara - che normalmente il nostro iPhone non avrebbe. Il primo dettaglio che salta all’occhio è la velocità di caricamento, nettamente inferiore rispetto alla media delle altre applicazioni della categoria: merito dell’interfaccia semplice ed essenziale, che fa tutto ciò che serve, né più né meno. Avviare la fotocamera diventa una questione di frazioni di secondo, e già questo dettaglio non è di poco conto.
Dopo aver avviato l’applicazione, ci ritroviamo con l’inquadratura a schermo intero - classica - e tre icone monocromatiche, che in realtà nascondono altrettanti menu a tendina. Una di queste ospita le impostazioni del flash, che può essere attivato, spento oppure sempre acceso, come una torcia. L'icona successiva permette di scegliere la fotocamera in funzione - frontale oppure posteriore - e in basso a sinistra è presente quella per impostare la modalità di scatto.
È proprio quest’ultima a offrire la funzione più interessante di Quick Camera: scegliere se scattare una singola foto, tre di seguito oppure una raffica che inizia con la prima pressione dell’apposito pulsante e si conclude con un secondo touch. In alternativa, al posto dei due tocchi, puoi tenere premuto il solito pulsante finché vuoi scattare e rilasciarlo quando sei pronto a terminare l’operazione.
L’applicazione è pienamente compatibile con il nuovo iPhone 5 e, anzi, riesce a sfruttare appieno il potenziale della fotocamera da 8 Megapixel abbinata al suo potente processore Apple A6. Quick Camera, in questo modo, riesce a scattare - e memorizzare - fino a 260 fotografie al minuto con il sensore principale e 200 in 10 secondi con quello frontale da 1,2 MPixel. Alla fine ti ritroverai con il rullino invaso da una valanga di immagini in sequenza.
Le foto così scattate potranno essere selezionate, per trovare quella che ritrae il tuo soggetto nel momento topico, o montate in sequenza con altri software, per ottenere divertenti filmati in time lapse oppure al rallentatore, ovviamente senza audio. Esiste anche una versione Lite dell’app, che può essere scaricata gratuitamente e ha la sola limitazione di non poter scattare più di 8 foto di seguito: francamente, nella maggior parte dei casi già queste possono bastare, oppure scarica la versione completa dall'Apple Store a €1,79.



Apple aumenta i prezzi delle App

Mentre eravamo tutti impegnati alla presentazione del nuovo iPad mini del iPad4, la Apple aumentava il prezzo delle applicazioni nel Apple Store.
Secondo la maggior parte di siti e blog di riferimento tecnologico questa mossa impopolare, che coinvolge anche gli altri App Store europei, escludendo, però, quello americano, sarebbe un modo per permettere agli sviluppatori di poter aumentare il loro margine di guadagno su di una singola applicazione.

Sappiamo che Apple vincola i propri sviluppatori ad un tariffario molto rigido. Chiunque voglia sviluppare un’app e venderla attraverso l’App Store deve scegliere la fascia di prezzo tra quelle imposte dall’azienda; se fino a pochi giorni fa il prezzo minimo era di 79 centesimi di Euro oggi l’ entry level è salito ad 89 cent. di Euro. 
Ovviamente sono state ritoccate tutte le fascie di prezzo: cosi adesso quelle che prima costavano 1,59 passano a 1,79 e cosi via. Non  sappiamo se questa mossa fermerà la furia d'acquisto dei consumatori ( fino ad oggi sono state scaricate 35 miliardi di applicazioni), ma certamente porterà ulteriori profitti nelle case del colosso statunitense.
Invece, secondo altre  fonti questi nuovi prezzi sono dovuti all'aumento delle tasse in zona Euro. C'è chi scrive anche che l'euro non è più forte come un anno fa e i tassi di cambio sono cambiati in modo importante. Inoltre, Apple paga l'IVA al 15%, avendo la sede europea in Lussemburgo. Da tenere in considerazione che negli altri continenti Apple dà agli sviluppatori il 70% delle vendite, mentre il 60% europeo è probabilmente legato alle stesse tasse che avrebbero causato l'aumento delle tariffe. Con una percentuale di guadagni maggiore, il 40% contro il 30% nel resto del mondo, la casa di Cupertino si dovrebbe assicurare gli stessi margini di profitto che ha negli altri Paesi.


Apple ha anche comunicato di aver introdotto le tariffe delle app nelle valute locali di Russia, Turchia, Israele, India, Indonesia, Sud Africa, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. E se questo cambiamento non potrà far felici i consumatori italiani ed europei in generale, vale la pena dare uno piccolo sguardo anche agli altri negozio di applicazioni come Google Play, l'Amazon App Shop e il Windows Phone Store.
In questi shop i prezzi minimi sono rispettivamente di 50, 76 e 99 centesimi. In tutti e tre il 70% del prezzo di vendita va agli sviluppatori e il restante 30% a Google, Amazon o Microsoft, anche in Europa. C'è da tenere in considerazione che gli sviluppatori non sono obbligati a vendere proprie applicazioni ma possono anche distribuirle gratuitamente.
Inoltre bisogna ricordare che molte app sono a pagamento su un negozio virtuale, sono gratuite su altri e talvolta non sono neanche presenti. Ad esempio il noto Angry Birds è gratuito su Android ma ha un prezzo di 89 e 99 centesimi rispettivamente su iOS e Windows Phone. Possiamo fare un discorso simile anche per altri programmi, come SketchBook Mobile, che ha un prezzo di 1,54 euro nel Google Play e 1,79 euro nell'App Store ma non è disponibile sul Windows Phone Store